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«Mussolini ha dato il voto alle donne»
omissione
Le date
Il 22 novembre 1925 la legge n. 2125 ammette al voto amministrativo — le sole elezioni comunali — una minoranza di donne italiane: decorate al valor civile o militare, madri o vedove di caduti in guerra, maggiorenni di almeno 25 anni, alfabetizzate. Non il voto politico, non tutte le donne, e non ancora un voto: solo l’iscrizione alle liste elettorali comunali.
Cosa fece davvero il regime
Meno di tre mesi dopo, il 4 febbraio 1926, la legge n. 237 istituisce il podestà, nominato per decreto e non più eletto, al posto del sindaco e dei consigli comunali. Ogni elezione amministrativa nel Paese viene abolita. La legge del 1925 non fu mai formalmente abrogata: restò lettera morta, perché non esisteva più nulla per cui votare.
Il contesto che manca
Nessuna donna esercitò mai quel diritto. Fu un gesto simbolico, annunciato con enfasi, reso inapplicabile prima ancora di poter contare qualcosa.