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Ha fatto anche cose buone

Propaganda e informazione

«Quando c'era lui i treni arrivavano in orario»

omissione

Come funzionava davvero

I ritardi e i disservizi ferroviari esistevano anche durante il ventennio. Quello che cambiò non fu la puntualità: fu la possibilità di parlarne. Fu Costanzo Ciano, ministro delle Comunicazioni dal 1924, a fare dei «treni in orario» un’immagine propagandistica — l’Enciclopedia Treccani la definisce esplicitamente più curata nella forma che nella sostanza amministrativa.

La legge sulla stampa del 1925, rafforzata dal codice Rocco del 1930, rese ogni direttore responsabile revocabile dal prefetto; da lì in poi le «veline» dell’ufficio stampa del Capo del Governo indicarono ai giornali cosa non riportare, a partire dalla cronaca nera. Lo stesso apparato di controllo venne applicato ai disservizi ferroviari.

Perché regge ancora

È la bufala perfetta perché si autoalimenta: chi la ripete cita l’assenza di notizie sui ritardi come prova che non ce ne fossero. L’assenza di notizie era il provvedimento, non il risultato.

Fonti