Propaganda e informazione
«Almeno allora non rubavano»
omissione
Cosa emerse dopo
Buona parte dei gerarchi, nazionali e locali, abusava della propria posizione; la corruzione era largamente diffusa. Alla caduta del regime, nell’agosto 1943, il governo Badoglio istituì una commissione per indagare sugli arricchimenti illeciti dell’era fascista: furono inquisiti oltre 5.000 tra gerarchi, alti funzionari e prefetti. Le inchieste, con il cambio di clima politico del dopoguerra, finirono derubricate a reati fiscali e chiuse con concordati minimi. Prima, la corruzione non poteva emergere affatto: la stampa era controllata e i reati dei fedeli al partito non erano notizia.
Il caso che chiude il discorso
Giacomo Matteotti fu assassinato nel 1924 mentre indagava su una tangente da 30 milioni di lire versata dalla compagnia petrolifera americana Sinclair Oil per ottenere concessioni di trivellazione in Italia e nelle colonie — una tangente che, secondo la ricostruzione dello storico Mauro Canali, coinvolgeva anche Arnaldo Mussolini, fratello del duce. È il punto in cui la questione dell’onestà del regime e quella della sua violenza smettono di essere due discorsi separati.
L’oro in fuga
Il 27 aprile 1945, quando fu catturato vicino a Dongo, il convoglio di gerarchi in fuga verso la Svizzera trasportava un tesoro imponente: circa 66 chili d’oro, 1.150 sterline d’oro, 147mila franchi svizzeri, 16 milioni di franchi francesi, diecimila peseta, oltre a somme personali dei singoli ministri. Una parte, circa 35 chili d’oro recuperati dal fiume Mera dove i tedeschi l’avevano nascosto, era davvero composta dalle fedi nuziali della raccolta «Oro alla patria» del dicembre 1935 — mescolate, secondo le ricostruzioni, a oro sottratto agli ebrei deportati. Ma il grosso del tesoro viaggiava nelle valigie dei ministri della Repubblica Sociale, non in mano a Mussolini: nella sua borsa personale furono trovati assegni per 1,7 milioni di lire e 160 sterline d’oro. Fu fucilato il giorno dopo, il 28 aprile, senza mai lasciare l’Italia. L’inventario originale del tesoro sparì subito dopo il sequestro: che fine abbia fatto il resto resta, ancora oggi, un mistero irrisolto.
Perché sembrava efficiente
Un sistema che ha il monopolio dell’informazione può dichiarare i propri risultati senza contraddittorio. È lo stesso meccanismo dei treni in orario, applicato all’integrità morale.