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Ha fatto anche cose buone

Crimini e repressione

«Mussolini sconfisse la mafia»

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Le date

Dopo un viaggio in Sicilia nel maggio 1925, Mussolini affida la campagna contro la mafia a Cesare Mori, nominato prefetto di Palermo nell’ottobre dello stesso anno1. Le retate si concentrano nelle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta ed Enna, soprattutto nel 1926; dall’ottobre 1927 seguono grandi processi per associazione a delinquere1.

La cifra che ne circola, circa 11.000 arresti, è quella ufficiale del regime23.

Cosa fece davvero il regime

Un risultato ci fu. Lo storico Salvatore Lupo, citato da Storica, riconosce che Mori, tra eccessi, condanne di innocenti e persecuzioni politiche, «batté» la mafia; le sue misure portarono a un certo calo dell’attività criminale3.

Ma chi finì in carcere? Secondo Christopher Duggan, che ha studiato le carte di Mori, la grande maggioranza degli arrestati era di umile condizione2. Già nel 1928 il generale Di Giorgio, comandante militare dell’isola, denunciava a Mussolini che i ricchi venivano risparmiati mentre si condannavano poveri analfabeti costretti dai mafiosi a fare da tramite2. Treccani conferma che le classi dirigenti dell’isola furono assolte dall’accusa di connivenza e che a essere colpito fu il ceto medio dei gabellotti e dei campieri; molti omicidi restarono senza colpevole1.

Mori tentò di colpire anche il capo del fascismo palermitano, Alfredo Cucco3. Il 23 giugno 1929, mentre il partito riabilitava Cucco, un telegramma di Mussolini lo mise a riposo «per anzianità», a 57 anni; il duce non spiegò mai il perché2. Cucco fu assolto nel 1931, divenne vicesegretario del partito nel 1943 e nel dopoguerra fu deputato del Movimento sociale italiano2.

Nel 1932 l’amnistia per il decennale della marcia su Roma rimise in libertà gran parte degli arrestati3.

Il contesto che manca

Nel 1929 il regime dichiarò la mafia sconfitta4. Da quel momento le statistiche ufficiali registrano il quasi azzeramento dei reati di mafia: i giornali non ne scrivevano più, e molti delitti venivano classificati come reati comuni4. Quando nel 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia, diversi capimafia tornarono ai loro posti di potere, e la rapidità con cui ripresero il controllo mostra che la mafia non se n’era mai andata4.

Fonti


  1. Treccani, Dizionario Biografico — Cesare Mori ↩︎ ↩︎ ↩︎

  2. Christopher Duggan — Fascism and the Mafia, Yale University Press, 1989, pp. 154, 244-246, 255-257, 260-261 ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  3. Antonio Nicaso, Matteo Dalena — Storica, National Geographic — Mafie in camicia nera ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  4. Francesco Filippi — Mussolini ha fatto anche cose buone, Bollati Boringhieri, 2019, cap. «Il duce della legalità», che cita E. Ciconte, Storia criminale, Rubbettino, 2008, pp. 276-280 ↩︎ ↩︎ ↩︎