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Ha fatto anche cose buone

Opere pubbliche

«Ha bonificato le paludi Pontine»

parzialmente vero

Ultima revisione:

Prima del 1922

La bonifica non comincia con il fascismo. La prima legge organica, per l’Agro romano, è del 1878; un testo unico del 1905 diventa la base della legislazione sulle zone malariche. Nel solo 1922, prima della marcia su Roma, venti regi decreti estendono l’intervento dello Stato attraverso consorzi di bonifica sovvenzionati1.

Cosa fece davvero il regime

Nell’Agro Pontino il regime investì risorse ingenti2. I lavori furono affidati in gran parte all’Opera nazionale combattenti; arrivarono coloni soprattutto da Veneto, Emilia e Friuli, e nacquero città nuove: la prima, Littoria, fu inaugurata il 18 dicembre 19321. Qui un nucleo reale c’è, ed è per questo che il verdetto non è «propaganda».

Anche la malaria cala: i casi denunciati passano da 234.656 nel 1922 a circa 55.000 nel 1939. Il calo deciso, però, arriva solo dopo il 1935, e secondo i dati ISTAT si deve più alla distribuzione di chinino da parte dello Stato che alle bonifiche: negli anni dei grandi lavori di sterro, il 1931 e il 1932, i morti risalgono1.

I numeri dichiarati e quelli reali

Con la legge del 1928 sulla bonifica integrale3 la propaganda annunciò l’obiettivo di recuperare all’agricoltura 8 milioni di ettari. Nel 1933 dichiarò raggiunto il risultato con 4 milioni1.

Di quei 4 milioni, i lavori completi o a buon punto riguardavano poco più di 2 milioni di ettari; e di questi, circa 1,5 milioni erano bonifiche già concluse dai governi precedenti al 1922. Rispetto agli 8 milioni promessi, il lavoro portato a termine dal regime è poco più del 6 per cento1. Renzo De Felice, biografo di Mussolini, giudicò i risultati inferiori alle aspettative create dalla propaganda e non proporzionati allo sforzo economico sostenuto1.

Chi finì l’opera

Durante la guerra, con il blocco dei canali di deflusso, le zone bonificate tornano a impaludarsi: nel 1944 i casi di malaria sono 144.0001. La bonifica pontina è portata a termine dai governi del dopoguerra2; i fondi del Piano Marshall e della Cassa del Mezzogiorno finanziano nuovi grandi lavori in tutto il Paese, e la malaria viene debellata con il DDT e l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara l’Italia libera dalla malattia nel 19701.

Fonti


  1. Francesco Filippi — Mussolini ha fatto anche cose buone, Bollati Boringhieri, 2019, cap. «Il duce bonificatore». Le cifre sugli ettari vengono da E. Novello, La bonifica in Italia, Franco Angeli, 2003, p. 280; il giudizio da R. De Felice, Mussolini il duce. Gli anni del consenso, Einaudi, p. 146; i dati sulla malaria dalle serie storiche ISTAT ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  2. Geopop — Molte delle presunte «cose buone» fatte durante il fascismo sono bufale ↩︎ ↩︎

  3. Normattiva — Legge 24 dicembre 1928, n. 3134 ↩︎